Canili Killer…

Posted February 2nd, 2009 by admin

Canili !!! Positivi o negativi??

I canili, ce ne sono di positivi, accolgono i cani nel migliore dei modi, ce gente che da veramente il cuore per i loro amici a 4 zampe!!! Io ne conosco un po’ qua in Romagna, se ne volete segnalare qualcuno fidato, fatelo tranquillamente nel forum !!! Occorre farlo anche se il canile è un canile killer!!! Sopratutto se è un canile killer, in modo che io possa far qualcosa e contattare le associazioni competenti per DENUNCIARE!!!!!!!!

Iniziamo a combattere questi soprusi fatti da gente malvagia!!!! Gente senza scrupoli che vuole solo guadagnare , ma dico io se il lavoro è custodire i cani nel migliore del modi per quale motivo non devono farlo??? Perchè fanno un lavoro che non li si addice per niente ed e solo a scopo di lucro. Ma il problema è che non stanno commettendo un lucro non onesto in un campo che ha a che fare con i rifiuti solidi!!!!! Hanno a che fare con dei poveri cani, porca miseria , con degli esseri viventi… che capiscono e amano come e meglio di un essere umano. Io non ne posso più, di vedere canili, sporchi, pieni di malattie, super affollati … e sopratutto non sopporto più tutti quei cadaveri di poveri cani!!! No non ci sto!!! Cosa fare?, Combattere in tutti i modi esistenti, iniziamo a fare chiasso tanto chiasso!!!

Facciamoci sentire da tutti, che tutti possano vedere l’ orrore di tali canili, canili killer!!! Enti che chiedono soldi ai comuni e quindi ai contribuenti per commettere atrocità, per fare una strage di cani, tanto a loro cosa importa??? Nulla, pensano al gudagno, a come farne sempre più di soldi a discapito dei cani….. la loro punizione sarebbe buona e giusta se verrebbero sbatutti fuori a calci senza lavoro, e far occupare il loro posto di lavoro a gente competente che ama i cani e tutto come per magia tornerebbe nelle regole!!! Ma non è cosi, perche abbiamo degli esempi:

Comunicato Stampa Oasi San Leo di Cicerale

“UN CANILE, TANTE CONVENZIONI. VI RACCONTO COME LA VEDO IO”
L’esperienza diretta e le considerazioni di una nostra lettrice.

26 settembre 2005 – Cari amici di animalieanimali, mi chiamo Nadia Bassano e sono di Salerno. Premetto che sono una volontaria del canile municipale della mia città, gestito da un’Associazione Animalista, e di conseguenza parlo conoscendo molto bene la realtà dei canili: so perfettamente che non sono hotel di lusso e che ogni giorno può esserci un’emergenza, ma la realtà della struttura di cui sto per parlare è completamente diversa. Tra i canili lager recentemente denunciati e sequestrati in varie zone d’Italia, manca sicuramente uno all’appello, e siamo perciò in tanti e siamo perciò in tanti a chiederci quanto potere abbia questo “rifugio” che continua, indisturbato, la sua attività da circa venticinque anni: mi riferisco al pluridenunciato canile privato “Ciceralensis – Oasi San Leo”, sito a Cicerale nel Cilento (provincia di Salerno), che ha appalti con le ASL del Salernitano e con circa 100 Comuni, il cui titolare è Mauro Cafasso, sebbene il gestore a tutti gli effetti risulta essere Giovanni Cafasso, pensionato, padre dell’intestatario. Funziona così: arriva un esposto, spesso anonimo, in un Comune del Salernitano con cui i Cafasso sono convenzionati (praticamente tutti, era arrivato ad avere convenzioni persino con alcuni Comuni della Provincia di Napoli!) su qualche cane vagante, generalmente buono e mansueto (basta un fax o una telefonata di qualche intollerante del posto che lo segnala come “pericoloso”): nel giro di pochi giorni sul posto arriva la ditta Cafasso, generalmente nella persona del padre del titolare (accompagnato da un ragazzo dell’Est) che, con metodi violenti e sbrigativi, fa entrare i cani su un angusto furgoncino, privo di adeguata aerazione, che spesso deve percorrere centinaia di km dal posto in cui si trovavano. La ditta Cafasso riceve dalle ASL circa cinquanta euro per ogni cane accalappiato, non importa quale cane: emblematico è il caso di un’husky fulva prelevata al posto di un rottweiler perché quest’ultimo non si era trovato, cosa che posso dichiarare con certezza visto che è successo proprio a me qualche anno fa! Molte convenzioni sono una tantum, ovvero il Comune paga per il prelievo dei randagi ma non fornisce fondi per il mantenimento degli stessi, quindi per la ditta Cafasso la cosa più importante è fare comunque il “pieno”. Chiliamacisegua alle ore 15.56 del 30 Gennaio
Altre volte il Comune paga per il mantenimento del cane: proprio pochi giorni fa è partita una denuncia, l’ennesima, per la sparizione di un cane accalappiato circa due mesi a Mercato San Severino, un Comune della Provincia, e dato “in custodia” al canile di Cicerale. Appena la signora che si occupava del cane ha ottenuto il permesso dall’ASL (ci sono volute settimane) per riscattarlo e farlo poi diventare cane di quartiere, è andata con alcuni volontari, ma il cane non c’era più. Lo hanno cercato in tutti i recinti, ma per loro stessa ammissione, non risultava né adottato né deceduto, anzi, dissero addirittura che poteva essere scappato! Due giorni dopo le telefonano dicendo che il cane era morto… E chissà da quanto tempo questo Comune pagava per un cane ormai deceduto. Ma tanto la specialità dei Cafasso è di avere le carte (solo quelle) in regola al momento opportuno: come è già successo altre volte, il veterinario di turno compiacente dirà che il cane era deceduto il giorno prima.
Basta porsi una semplice domanda: perché qualsiasi canile ben tenuto, in poco tempo, diventa saturo, mentre questo continua ad avere sempre spazio? Mauro Cafasso è già stato denunciato per utilizzo del Tanax vietato, potente e letale veleno per eliminare i cani in eccesso, magari quelli che dopo un po’ di tempo non vengono “reclamati”. Una volta trasportati nella struttura, i cani ne escono solo sotto forma di polvere e cenere dai forni crematori (l’inceneritore si trova lì dentro): è un vero e proprio lager, dove il volontariato non esiste, le adozioni neanche, la pratica di microchippare gli animali e aggiornare le schede sanitarie da parte dell’ASL sono solo parole scritte su di un testo di legge. Centinaia di animali sono stipati in recinti più o meno grandi, abbandonati a loro stessi, coperti di parassiti, annientati dalle malattie.
L’ingresso in canile è osteggiato dai proprietari e dal personale. Le denunce sono tante, presentate da persone di tutta la Provincia di Salerno che non si conoscono tra loro, eppure vengono regolarmente insabbiate. Sono troppo ben protetti e fanno comodo alle varie amministrazioni comunali che, con poco, risolvono così il problema del randagismo: effettuare sterilizzazioni sul territorio, migliorare le strutture pubbliche, incentivare le adozioni, sarebbe molto più impegnativo! Volevo solo far conoscere a tutti i lettori di animalieanimali questa ennesima vergogna, chiedendo di imprimere nella propria mente anche il nome di questo ennesimo lager, così da poter esultare con me quando, spero il prima possibile, i giornali ci informeranno, finalmente, anche della sua chiusura e dell’arresto dei gestori. Grazie,
Nadia Bassano – nadia906@inwind.it

Comunicato Stampa Oasi San Leo di Cicerale
L’Associazione Canili Lazio Onlus, Chiliamacisegua e Freccia45 sono state autorizzate, in qualità di Associazioni di volontariato animaliste, ad entrare nel canile Oasi San Leo di Cicerale (Salerno), tristemente noto alle cronache a seguito degli articoli di stampa apparsi su numerose testate cui hanno fatto seguito l’intervento di sequestro dei NAS di Salerno del 16 dicembre scorso e il servizio di Striscia la Notizia andato in onda il 5 dicembre 2008.
http://www.youtube.com/watch?v=0gHQI1jS8gY
Le succitate Associazioni, supporteranno le Associazioni locali quali l’ Associazione Zoofila Salernitana, Sezione di Salerno, individuata dal Magistrato su indicazione dei Nas di Salerno, a cooptare l’Associazione Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Sezione di San Giorgio Sannio (Benevento) .
Dal 1980 il canile Oasi San Leo continua a far mobilitare le Associazioni animaliste. Nel canile giungono i cani randagi raccolti in 98 comuni delle province di Salerno, Avellino e Potenza, quasi mai identificati con microchip e registrati con descrizione sommaria, in spregio alla normativa vigente.
Da una recente interrogazione parlamentare presentata dall’Onorevole Gianni Mancuso in Commissione Affari Sociali
http://www.giannimancuso.it/Int_a_risp_2008/5_00612.pdf
si è dato atto che è le condizioni igieniche sono spaventose ed che è impedito l’accesso alle Associazioni di volontariato animaliste, alle persone che vorrebbero effettuare adozioni e perfino alle persone che reclamano cani di proprietà catturati per errore.
È emerso inoltre che “solo per quanto riguarda l’anno 2006, sono entrati 2756 cani, sono usciti morti 2611 cani e sono stati affidati 124 cani”.
L’Associazione Canili Lazio Onlus e Chiliamacisegua, che in passato si erano già interessate al canile Oasi San Leo in collaborazione con le Associazioni animaliste locali
La Padania 30 novembre 2008: A Cicerale il Dio del Sud è Lucifero di Stefania Piazzo
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/26/san-cafasso-da-cicerale/

La Padania 4 gennaio 2009: Ministero Fari puntati su Cicerale di Stefania Piazzo
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/26/san-cafasso-da-cicerale/

La Padania 25 gennaio 2009: Cicerale non si tocca di Stefania Piazzo
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/26/san-cafasso-da-cicerale/

hanno richiesto ed ottenuto un incontro con il competente Pubblico Ministero, dott. Renato Martuscelli grazie all’impegno del legale dott.ssa Eleonora Piraino, a seguito del quale sono state autorizzate ad accedere presso la struttura.
A distanza di un mese dal sequestro da parte dei NAS, risulta che la ASL competente abbia effettuato l’accesso soltanto una o, al massimo, due volte a settimana ed anzi il signor Cafasso a partire dalla giornata del 27 gennaio, ha interdetto l’ingresso alle Associazioni di volontariato animalista nominate come custodi ed anche alla stessa Usl ed a nulla è valso il tentativo di avvalersi della forza pubblica.
E’ stata presentata l’ennesima denuncia contro il gestore su cui pendono già innumerevoli procedimenti penali, ma si teme per quello che sta capitando all’interno del canile.
L’Associazione Canili Lazio Onlus e Chiliamacisegua, consapevoli della difficoltà di identificare in tempi brevi tutti i cani presenti nella struttura, richiamano l’attenzione di tutte le Associazioni animaliste maggiormente rappresentative a livello nazionale, affinché scendano anch’esse in campo, al fine di far garantire gli ingressi periodici settimanali per l’identificazione dei cani e la promozione degli affidi.

E’ non è l’ unico !!! Mandatemi le vostre segnalazioni, sui canili killer!!

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