Cura del Cana con i fiori di Bach!

Posted February 12th, 2009 by admin

42-16345317Mi chiamo Maria Rita Grassi e sono, in modo direi congenito, appassionata di animali e del loro mondo. Mi piace osservarli: mi infondono serenità e, nel farlo, respiro un’autentica aria di quella sincerità sempre più rara da trovare.

Essi hanno veramente tanto da insegnarci: in primo luogo ad amare in modo disinteressato senza chiedere mai nulla in cambio, poi la dignità e il rispetto. Sono titolare da anni con mio figlio Giovanni toelettatore (che ha ereditato da me questo “gene”) di un pet-shop a Conselice (RA) nell’ambito del quale mi occupo da tempo dei disagi comportamentali degli animali (in particolare cani e gatti) che tratto con i fiori di Bach.

Premetto che in molti casi tali disagi sono imputabili all’uomo, il quale, come solito, vive nella convinzione di essere il centro del mondo. Nulla fa eccezione: lo scopo primario è assoggettare tutto e tutti non solo alle sue necessità, ma anche ai capricci del momento, senza rendersi conto delle pericolose conseguenze che provoca a livello cosmico.

Basti pensare al buco nell’ozono, o a specie animali ormai in estinzione, e la lista potrebbe proseguire all’infinito. E’ diventata ormai un miraggio la consapevolezza dei propri limiti e doveri, quella coscienza che induce ad essere umili, riflessivi e rispettosi.

Tutto è dominato dalla fretta di pensiero, di parola e di azione, perché ogni conquista deve essere il più facile possibile; non importa quanti “cadaveri” si lasciano in questa folle corsa, né quanti diritti altrui si calpestano: la priorità è quella di arrivare a tutti i costi il prima possibile.

E’ ovvio che gli animali, che rappresentano quella parte di universo ancora autentica, ne risentano. I fiori di Bach intervengono allora in modo semplice e stupendo, ripristinando l’equilibrio che si è spezzato. Dopo aver messo a punto rivoluzionari rimedi omeopatici, il Dr Bach (medico gallese vissuto tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900) cominciò a studiare le caratteristiche psicologiche umane, e si convinse che la salute fisica è il risultato dell’equilibrio caratteriale.

Osservando attentamente il mondo vegetale, grazie a una sensibilità che rasentava la sensitività, approdò così alla scoperta dei 38 rimedi floreali, convinto della teoria “vibrazionale”, per la quale ogni essere ha un campo di energia che “vibra” a seconda delle sue emozioni e che può a sua volta recepire le vibrazioni di altri campi energetici, come appunto quelli floreali. Nella ricerca di tali rimedi, si basò sulla dottrina delle “segnature” (sostenuta nel Rinascimento da Paracelso), secondo la quale la morfologia della pianta indica la sua sfera di applicazione terapeutica.

La veridicità di questa teoria è pi stata confermata nei secoli a venire dai moderni esami di laboratorio. Ad esempio, l’equiseto ha una struttura che ricorda lo scheletro umano: è infatti ricco di silice, minerale prezioso per le ossa. Scelse fiori spontanei e atossici in luoghi incontaminati, senza limitarsi a studiare la forma della pianta, ma ne approfondì il modus vivendi, e arrivò alla conclusione che la malattia fisica è causata da stati psicologici negativi (paura, rabbia, ansia, rancore, ecc.), per cui si deve intervenire su di essi per ristabilire lo stato di salute.

Come?

Decidendo in primo luogo di mettersi in discussione, per vivere in serenità e armonia, e in quest’ottica ricorrendo all’aiuto prezioso dell’energia “sottile” fornita dai rimedi floreali. Gli animali sono incredibilmente ricettivi a tale energia, perché sono dominati dall’istinto, quel “filo” che li connette in modo simbiotico alla vera essenza della Natura, intesa nell’accezione più alta del termine.

Essi infatti, a differenza dell’uomo, non mettono in atto egoistiche finzioni, cioè non si vergognano di esternare emozioni. Vorrei terminare questa introduzione con l’invito a non considerare i rimedi floreali come la panacea di ogni male: devono rappresentare un supporto, nella consapevolezza che dobbiamo comunque prima di ogni cosa mettere in atto il cambiamento.

Saluti

Maria Rita

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